sabato 8 marzo 2008

Wikinomics

Cos’è la Wikinomics? La wikinomics è l’arte e la scienza della nuova collaborazione applicata all'economia o alla politica.

Pubblicato nel novembre 2006 e basato su una ricerca del costo di 9Milioni US$ gestita da uno dei due autori - Don Tapscott - Wikinomics esplora l’emergente utilizzo di modelli di produzione peer-based e il loro sfruttamento da parte delle aziende del 21mo secolo per avere successo ed essere maggiormente competitive in un’economia sempre più globalizzata, caratterizzata da mercati maturi, eccesso d’offerta e consumatori postmoderni.

Alle radici della trasformazione in atto sono i profondi cambiamenti supportati dalla globalizzazione e dallo sviluppo della tecnologia dell’informazione che hanno favorito la nascita di modelli di produzione basati sulla collaborazione e la co-creazione di valore tra consumatore e produttore e sull’auto-organizzazione più che sulle strutture gerarchiche. Se è vero che lo spostamento verso i nuovi modelli della partecipazione e della collaborazione presenta sia opportunità che minacce per gli operatori economici, la tesi di Tapscott/Williams è che le prime siano grandemente maggiori delle seconde. Per avere successo nel cogliere queste enormi opportunità è necessario pensare ed agire in modo differente facendo leva sulla collaborazione tra pari, sull’apertura, sulla dimensione globale.

Una convinzione diffusa è che questo approccio sia adatto solo alle imprese della - un tempo detta - new economy, o dei servizi. E’ quindi particolarmente interessante uno dei primi casi proposti dai due autori in cui i principi della wikinomics sono adottati con successo in un’industria particolarmente pesante e old-styled come l’industra estrattiva. L’adozione dei principi della W. ha consentito di portare alla luce capacità mai viste nell’industria e l’accorciamento dai due ai tre anni del time to market nella ricerca ed esplorazione di nuovi filoni auriferi grazie all’innovativo approccio open source adottato.

Nel secolo passato la collaborazione esisteva principalmente su piccola scala, tra amici e parenti o eccezionalmente su scala più ampia per difendere principi fondamentali come la democrazia, la pace, etc. La partecipazione della maggior parte dei cittadini nell’economia e nella politica era essenzialmente marginale. La novità è che nel 21mo secolo milioni di persone prendono parte volontariamente ad organizzazioni capaci di rivaleggiare con le maggiori società globali nella produzione di beni e servizi innovativi secondo i principi della peer production (mass collaboration). Tra gli esempi più eclatanti wikipedia, myspace, linux, youtube, facebook che fanno da apripista al nuovo modo di produrre contenuti, prodotti e valore

Wikinomics: opportunità e minacce

Non sono solo rose. Se è vero che scienziati e artisti oggi concorrono con grande facilità nella co-creazione di nuovi prodotti e contenuti condivisi, è però anche vero che il mondo reso più piccolo e globale dalle nuove tecnologie pone nuove minacce. Ad esempio criminali e terroristi possono usare Internet per comunicare, organizzarsi, coordinarsi più facilmente rispetto al passato su scala internazionale. Le nuove comunità collaborative come Flickr e Wikipedia possono, secondo alcuni (ad esempio Jaron Lanier, nella foto) , soffocare le voci più ispirate e innovative all’interno di una mediocrità di massa che finisce per incarnare una sorta di maoismo digitale con l’utilizzo di un unico canale, l’Internet, per veicolare la conoscenza collettiva trasformandola così in una sorta di idiozia collettiva, così come era stato fatto da dittatori come Stalin e Pol Pot. Secondo altri anche autorevoli esponenti della comunità imprenditoriale mondiale la creazione di un corpus di conoscenza vastamente accessibile gratuitamente agisce come disincentivo alla produzione di contenuti di livello professionale, e i suoi propugnatori sono “some new modern-day sort of communists who want to get rid of the incentive for musicians and moviemakers and software makers under various guises”.

In realtà, le organizzazioni abituate a produrre contenuti professionali si trovano a competere con nuovi entranti poco conosciuti e in rapida crescita ed evoluzione. Le opportunità offerte dai nuovi modelli produttivi social-based sono largamente maggiori dei pericoli prospettati e la nuova produzione di contenuti è totalmente antitetica rispetto alla dittatura comunista stigmatizzata da Gates e Lanier, consentendo a milioni di persone una partecipazione attiva e volontaria all’economia del proprio paese. La wikinomics mette a disposizione dei manager nuovi modi di creare valore, stimolare la crescita e l’innovazione. Il nuovo patrimonio digitale comune collega già oggi milioni di persone ed oggetti supportando la creazione di nuovi servizi, nuovi modelli di business nuove, comunità, nuove società e nuovi milionari. Siano il coordinamento della supply chain in Dell, gli utili prodotti da Amazon, la capitalizzazione di borsa di google, i frutti della ricerca sul genoma umano, la democrazia collaborativa di wikidemocracy o il cash flow di Goldcorp il valore, enorme, già creato dalla wikinomics è già tangibile e is here to stay. E tuttavia rappresenta solo l’inizio. Il secolo in cui viviamo sarà protagonista di una sempre maggiore pervasività dei principi della wikinomics nell’ambito dell’economia globale.

La capacità di padroneggiarli e sfuttarli è già oggi una delle competenze fondamentali del manager di questo millennio. Per tutti gli altri resta solo la possibilità di vedere il futuro allontanarsi sempre più, come una nave traghetto che porta lontano da noi i nostri cari mentre noi restiamo in città, a lavorare in un archivio sempre più polveroso.

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